Blog tour- Cinque sorelle- Cinzia Giorgio

 


Buongiorno amici mici di Paper Purr, dopo aver avuto il piacere di leggere e recensire il romanzo di Cinzia Giorgio, oggi mi occupo del relativo blog tour, con un pezzo che parla dei luoghi del romanzo.

Il romanzo di Cinzia Giorgio ci trasporta piacevolmente per mano in svariate capitali del bel mondo ma la protagonista totale è Roma. Come si spiega Roma a chi non c'è mai stato? E se anche uno ci va in visita è sufficiente parlare della sua arte e storia? Si deve menzionare la sua cultura e la sua magnificenza? Si deve parlare della sua cucina e del suo gusto per la moda ed il cinema visti gli anni d'oro in cui Cinecittà era la Mecca della settima arte?

Mentre leggevo questo libro, mentre le vicende umane e professionali di Adele Fendi e Maddalena Splendori si dipanavano pagina dopo pagina, io avevo in testa solo un brano musicale e cioè Vacanze Romane dei Matia Bazar. Nonostante quella canzone si collochi leggermente più tardi rispetto all'avvio del romanzo non si può non pensare a questo meraviglioso pezzo della musica italiana.


“Ma piove il cielo sulla città

Tu con il cuore nel fango”

Ecco, riuscite a visualizzare una città travolta dall'occupazione nazista, schiacciata nel fango ma che non si arrende?

“Poi dolcevita che te ne vai

Sul lungo Tevere in festa”

Qui si respira l'aria da jet set, un fascino ed una allure che nessuna capitale europea può ostentare al pari di Roma. Allure che rivive nella moda di Adele Fendi, le cui creazioni sono sempre più ambite dai grandi registi italiani che le esigono nei loro film e soprattutto dalle grandi Divine dell'epoca come Silvana Mangano, la Loren, Diana Ross, la vedova Kennedy divenuta Lady Onassis, la star Liza Minelli e la superba Monica Vitti.



Che sia il centro del potere mussoliniano, un salotto buono dove ospitare Pirandello a parlare di Freud, oppure una capitale dove le mogli dei politici col solo passaparola possono fare la fortuna di una pelletteria nata dalla mente visionaria della tenace Adele Fendi, Roma profuma di ostentazione e splendore.

Come una Greta Garbo di vanità.








 

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