Blog Tour "I racconti di Enthalassia" di Andrea Villa - L'anomalia

"L'eccezione conferma la regola".

 

Ben ritrovati, miei carissimi readers 🌸

Ho pensato di usare il famoso proverbio per introdurre la mia tappa del Blog Tour dedicato al romanzo di cui sto curando la promozione in questo periodo:  I racconti di Enthalassia - La grande migrazione è un nuovissimo fantasy, pubblicato la scorsa settimana da Andrea Villa

Si dice spesso che la saggezza popolare non sbaglia. Ma, con tutto il rispetto, io ho sempre avuto un po' di diffidenza nei riguardi dei proverbi... Semplicemente perché tentato di dare una spiegazione netta e definitiva a una realtà che è invece variegata, diversa e complessa. Ecco perché non sono tanto convinta che l'eccezione confermi la regola 😀

 

 


 

La storia raccontata da Andrea Villa si basa proprio su un'eccezione, un'anomalia nata in un "sistema" appartentemente funzionale. Siamo in un mondo che si chiama Opus: in latino, questa parola significa "lavoro", "opera", "impegno"; capiamo fin da subito, quindi, che ci troviamo in un contesto in cui la cosa più importante pare essere la capacità produttiva, il fatto che tutto vada avanti in modo regolare e proficuo. Se a prima vista può sembrare un'impostazione efficace da dare a un regno, dobbiamo ricordare che i sistemi che prediligono un funzionamento privo di difetti tendono in genere a sminuire la libertà e l'unicità del singolo. In una dimensione in cui ogni membro della società è un elemento di un grande ingranaggio, quel singolo elemento rischia di non avere lo spazio per esprimere sé stesso. Nè tanto meno per essere qualcosa di diverso da ciò che il sistema gli impone di essere.

Ed è qui che sta la differenza tra un macchinario e una società, secondo me: il primo è un oggetto inanimato, perciò i suoi componenti esistono solo al fine di essere impiegati nella macchina; una società è formata da creature senzienti, le quali hanno naturalmente come scopo l'espressione di sé. E non l'obbligo ad adempiere a un compito che è stato assegnato loro dal sistema (o dalla tradizione, dall'abitudine, dalla famiglia e quant'altro).

Così, nel mondo di Opus abbiamo una specie di società-macchinario, dove ogni gruppo di individui ha una sua ragione di esistere (dettata non dalle inclinazioni del singolo, ma dalla categoria di appartenenza) e, cosa forse ancora più grave, un carattere prestabilito. A Opus, se nasci elfo devi essere raffinato; se nasci umano, ci si aspetta che tu sia coraggioso e indomito. Se nasci orco, sei destinato a diventare il villain da combattere, l'elemento di disturbo che permette agli altri di elevarsi.

Si potrebbe dire che in una storia ci sono da sempre dei ruoli prestabiliti, e che qualcuno deve pur ricoprirli perché altrimenti la storia non esisterebbe. Come scrittrice e come editor sono in parte d'accordo, però dovrebbero essere i ruoli ad adattarsi ai personaggi, non il contrario 😁

Così un giorno, nel regno di Opus, si crea un'inevitabile anomalia. Un meccanismo dell'ingranaggio si inceppa, o meglio decide di smettere di funzionare. E non si tratta di un principe che desidera la libertà dai doveri del suo status, né di un contadino che aspira a compiere grandi imprese... L'anomalia è un orco. Il re degli orchi, Tharax, non è tanto dell'idea di trascorrere la vita a fare il "cattivo" e il barbaro. Perché sarebbe stupido, da parte sua, fingere di essere un mostro ignorante quando invece ha una mente acuta e una profonda sete di libri, di studio, di ragionamento. Sete di conoscenza, non di sangue 😅

Quando ho scelto il titolo per la mia tappa del Blog Tour, non ho potuto fare a meno di pensare all'anomalia della saga di Matrix (una serie di film per la quale, lo ammetto, ho avuto una bella fissazione per parecchio tempo).

Nel romanzo di Andrea Villa, però, non abbiamo una realtà fittizia. O forse sì? Perché l'apparente equilibio di Opus forse non è così diverso dalla Matrix creata dalle macchine nell'omonimo film. Un regno in cui è l'etnia a determinare il carattere e il futuro dell'individuo ha poco di reale e di vero, secondo me.

E alla fine, quando l'anomalia arriva, porta con sé il fatale quesito: è meglio vivere in un mondo finto in cui tutto funziona bene? Oppure vale la pena di rischiare, di rompere le righe e andare verso un domani forse incerto ma più libero? Cosa perdiamo e cosa guadagniamo quando smettiamo di essere ciò che "gli altri" ci impongono di essere?

Se il verbo alla base dell'opus è "fare", il verbo dell'anomalia è "essere". E' vero che a livello filosofico l'individuo è anche il risultato delle sue azioni, però devono essere azioni dettate dalla libera scelta e non dal sistema 😊

Sarà vero che l'eccezione conferma la regola? Talvolta sì, quando l'anomalia rimane un caso isolato. Altre volte, invece, l'anomalia è la crepa che pian piano disgrega i sistemi troppo stabili. Il dubbio che si instilla nelle menti e solleva domande inattese.

A poco a poco, l'anomalia distrugge la regola.

 

Se volete scoprire come farà Tharax ad affermare il suo diritto a essere chi vuole, correte subito a leggere I racconti di Enthalassia!

Potete acquistare qui la vostra copia cartacea, e qui la versione digitale.

Intanto vi invito a seguire anche gli altri articoli del Blog Tour per approfondire nuovi dettagli dell'interessante mondo di Opus 😉 Noi ci risentiamo la prossima settimana, per la mia recensione completa del romanzo 💖

A presto! Stay bookish 😘

 

Elisa 🦋  

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